E così vogliono raddoppiare il tempo del copyright...
Submitted by maxmurd on Fri, 03/14/2008 - 02:34
Come riportato anche dal Corriere della sera.it, l'Unione Europea per iniziativa dell'attuale commissario McCreevy ha in mente di portare l'attuale limite di 50 anni per i diritti sulle opere musicali a ben 95 (novantacinque!...), allineandoci agli Stati uniti, con la motivazione che altrimenti gli artisti non ne possono godere i frutti.
Intanto vi segnalo che contro questo c'è una petizione online da firmare, a cura di Electronic Frontier Foundation e Open Rights Group.
E poi al proposito avrei un'osservazione da fare...
Quanto dura, quanto rende commercialmente un successo, una canzone, un Cd che vende bene e fa diventare ricco e famoso un artista? Un anno, due? Una stagione, due?.., E questo fatto da solo già rende la motivazione addotta paurosamente scricchiolante, visto che è proprio il contrario della realtà che conosciamo...
Certo, se pensiamo a classici intramontabili come quelli die Beatles, Rolling stones, Jimi Henrix, Pink floyd e via dicendo, ci viene da dire che beh, tutto sommato... Elvis è già sul limite dei 50 anni... quindi perché no...
Quello che non pensiamo è che questi sono casi RARISSIMI, pensiamo ai grandi successi, e quanti potranno essere? Qualche centinaio?
E cosa sono numericamente rispetto ai milioni, ai miliardi (probabilmente) di canzoni scritte e incise in 50 anni?...
E per una frazione trascurabile di canzoni, che in quel frattempo (ma molto molto meno lo sappiamo tutti!) ha già reso ricco e straricco un artista, si chiudono nel cassetto miliardi di canzoni, che possono non piacere a tutti, non essere grandi, ma sono comunque patrimonio culturale dell'uomo, come prodotto dell'ingegno umano.
Sono cultura.
Direte voi, e che senso ha confrontare tutte le canzoni con queste poche?
Lo sapete che una casa discografica, che non è certo l'associazione di volontariato, stampa e produce solo se ha un ritorno. Per ogni Cd di successo che viene ristampato ce ne sono tantissimi che invece non lo sono, e rimangono lì sepolti, perché ci sono comunque i diritti sopra e nessuno li può dare via, scambiare, far conoscere, apprezzare.
Pensate a tutte le produzioni di nicchia e non in ambito nazionale, che magari troverebbero appassionati in tutto il mondo se fatte girare, ma vengono distribuite una volta e solo nel paese d'origine. Vi assicuro che ce ne sono tante, di queste realtà; chi segua il progressive, ad esempio, lo sa.
Portare il copyright da 50 a 95 anni vuol dire condannare all'oblio un immenso patrimonio culturale, per in sostanza il guadagno di pochissimi.
Eh sì, lo sappiamo noi come lo sanno loro: certe cose servono solo a tutelare gli interessi delle case discografiche padrone dei diritti (e non degli artisti che sono sotto contratto e che prendono solo gli spiccioli dai loro lavori), che continuano a guadagnare da pochi Cd l'anno e si disinteressano di tutto ciò che non è profitto, cioè il 99,9% del resto delle produzioni.
E ora in Europa vogliono accostarci al paese dei brevetti sul software, tra l'altro tanto faticosamente rigettati qualche anno fa.
Io non sono un pirata, non scarico, ma ho a cuore la cultura, amo le cose libere e non sopporto quando la si vuole rinchiudere, richiamandosi a principi di giustezza, che nasconodono poi interessi economici.
Per una canzone, 50 anni non bastano?... Il dettato di una vecchia concezione, in un mondo consumista che divora tutto a velocità folle, viene ritoccato in peggio?...
Facciamoci un favore, cerchiamo di farci sentire e firmiamo la petizione, anche se non ha valore mandatorio perlomeno chi di dovere saprà che li guardiamo e che non ci stiamo...
Come riportato anche dal Corriere della sera.it, l'Unione Europea per iniziativa dell'attuale commissario McCreevy ha in mente di portare l'attuale limite di 50 anni per i diritti sulle opere musicali a ben 95 (novantacinque!...), allineandoci agli Stati uniti, con la motivazione che altrimenti gli artisti non ne possono godere i frutti.
Intanto vi segnalo che contro questo c'è una petizione online da firmare, a cura di Electronic Frontier Foundation e Open Rights Group.
E poi al proposito avrei un'osservazione da fare...
Quanto dura, quanto rende commercialmente un successo, una canzone, un Cd che vende bene e fa diventare ricco e famoso un artista? Un anno, due? Una stagione, due?.., E questo fatto da solo già rende la motivazione addotta paurosamente scricchiolante, visto che è proprio il contrario della realtà che conosciamo...
Certo, se pensiamo a classici intramontabili come quelli die Beatles, Rolling stones, Jimi Henrix, Pink floyd e via dicendo, ci viene da dire che beh, tutto sommato... Elvis è già sul limite dei 50 anni... quindi perché no...
Quello che non pensiamo è che questi sono casi RARISSIMI, pensiamo ai grandi successi, e quanti potranno essere? Qualche centinaio?
E cosa sono numericamente rispetto ai milioni, ai miliardi (probabilmente) di canzoni scritte e incise in 50 anni?...
E per una frazione trascurabile di canzoni, che in quel frattempo (ma molto molto meno lo sappiamo tutti!) ha già reso ricco e straricco un artista, si chiudono nel cassetto miliardi di canzoni, che possono non piacere a tutti, non essere grandi, ma sono comunque patrimonio culturale dell'uomo, come prodotto dell'ingegno umano.
Sono cultura.
Direte voi, e che senso ha confrontare tutte le canzoni con queste poche?
Lo sapete che una casa discografica, che non è certo l'associazione di volontariato, stampa e produce solo se ha un ritorno. Per ogni Cd di successo che viene ristampato ce ne sono tantissimi che invece non lo sono, e rimangono lì sepolti, perché ci sono comunque i diritti sopra e nessuno li può dare via, scambiare, far conoscere, apprezzare.
Pensate a tutte le produzioni di nicchia e non in ambito nazionale, che magari troverebbero appassionati in tutto il mondo se fatte girare, ma vengono distribuite una volta e solo nel paese d'origine. Vi assicuro che ce ne sono tante, di queste realtà; chi segua il progressive, ad esempio, lo sa.
Portare il copyright da 50 a 95 anni vuol dire condannare all'oblio un immenso patrimonio culturale, per in sostanza il guadagno di pochissimi.
Eh sì, lo sappiamo noi come lo sanno loro: certe cose servono solo a tutelare gli interessi delle case discografiche padrone dei diritti (e non degli artisti che sono sotto contratto e che prendono solo gli spiccioli dai loro lavori), che continuano a guadagnare da pochi Cd l'anno e si disinteressano di tutto ciò che non è profitto, cioè il 99,9% del resto delle produzioni.
E ora in Europa vogliono accostarci al paese dei brevetti sul software, tra l'altro tanto faticosamente rigettati qualche anno fa.
Io non sono un pirata, non scarico, ma ho a cuore la cultura, amo le cose libere e non sopporto quando la si vuole rinchiudere, richiamandosi a principi di giustezza, che nasconodono poi interessi economici.
Per una canzone, 50 anni non bastano?... Il dettato di una vecchia concezione, in un mondo consumista che divora tutto a velocità folle, viene ritoccato in peggio?...
Facciamoci un favore, cerchiamo di farci sentire e firmiamo la petizione, anche se non ha valore mandatorio perlomeno chi di dovere saprà che li guardiamo e che non ci stiamo...